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Scoprendo la Romania - Chiara Martini Photo
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Scoprendo la Romania

Fotografie di un luogo senza tempo

Scoprendo la Romania

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Fotografie di un luogo senza tempo

Questo Settembre ho avuto la possibilità di lavorare in Romania , nella città di Iași, per sviluppare un progetto fotografico in occasione del Centenario della Grande Unione.
Ho avuto il privilegio di lavorare insieme ad altri artisti provenienti da tutt’Europa, condividendo con loro esperienze culturali, artistiche e anche lo studio, ma non un semplice studio, si perché in realtà la nostra base lavorativa si trovava all’interno del Palazzo della Cultura, un immenso edificio neogotico risalente al XIX secolo.
Ormai sapete quanto io ami il Gotico in tutte le sue derivazioni, quindi potete immaginare la mia gioia e la mia incredulità nel vivere questa esperienza.
E se vi dicessi che il mio Hotel era a due passi da questo Palazzo, e che potevo vederlo dalla mia finestra (la mia stanza si trovava al decimo piano)?

“Palatul Culturii“ in Rumeno, sembrava il castello di qualche principessa delle fiabe, con questa imponente torre centrale, impreziosita da un meraviglioso orologio blu con inserti dorati, che funzionava attraverso un antico carillon meccanizzato.

``Ogni sera, quando tornavo nella mia stanza, mi sedevo sul davanzale del finestrone ad ammirare la maestosità di quel palazzo, che ogni notte si illuminava a festa, e poi andavo a dormire sentendomi come dentro ad una favola.``

Durante la settimana ogni artista ha realizzato un progetto personale focalizzato sulla relazione tra passato presente e futuro della città di Iași, con lo scopo finale di realizzare un’esposizione proprio all’interno del Palazzo della Cultura.
Ovviamente per me è stato un invito a nozze, ho potuto esplorare la città nei suoi angoli più remoti e misteriosi, mi sono intrufolata nel teatro più antico della Romania, e ho rubato un frammento di muro all’interno di un castello nascosto in un bosco.

Anche se in poco tempo, credo di aver capito molto di Iași, grazie soprattutto al costante contatto con la gente del posto.
La cosa che più mi ha colpito di questa città è che in base a dove mi trovavo, potevo sentirmi a Parigi, a Berlino o in Medio Oriente.
Penserai che sia assurdo, ma in realtà il fatto è che Iași ha subito una forte contaminazione con la cultura occidentale del XIX secolo, ( dalla quale ha preso l’architettura e soprattutto alcuni aspetti folkloristici come la musica meccanica ) ma ha sempre conservato una forte radice Ortodossa, ed infine è stata fortemente influenzata dalla mentalità sovietica.
Ora come ora invece, questa città è soprattutto il simbolo di una nazione che cresce, dove le nuove generazioni si stanno affermando, proponendo così un modo nuovo di guardare al Paese e alla sua storia.
In sostanza il mio lavoro in vista dell’ esposizione si è incentrato su questo aspetto socio-culturale, ma in realtà io voglio mostrarvi in questo articolo le sensazioni che ho provato nell’affrontare questo viaggio.

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