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Londra in tre giorni - Chiara Martini Photo
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Londra in tre giorni

Fotografie di un viaggio e di giardini segreti

Londra in tre giorni

Fotografie di un viaggio e di giardini segreti

Metà Settembre, sento il bisogno di staccare un po’.
Destinazione Londra!
Era da tanto che Matteo desiderava tornarci, la prima volta avevamo diciotto anni e una visione diversa della vita,
e da un pò di tempo era curioso di riscoprirla con occhi nuovi.
Ovviamente il primo bagaglio che ho preparato è stato quello dell’attrezzatura fotografica, nonostante la Rayanair ci provi in continuazione a limitare pesi e dimensioni, la mia Canon avrà sempre la priorità.
Pensandoci, è curioso come il mio lavoro riesca al tempo stesso ad essere il mio svago…

Tre giorni erano tutto quello che avevamo, si potrebbero definire pochi ma ci siamo talmente immersi in quella magica realtà che il tempo ci è sembrato dilatarsi!
Scegliere Notting Hill come punto di partenza è stato perfetto, con l’Autunno alle porte e l’aria ancora mite tutto il quartiere risplendeva di una luce speciale che sembrava avvolgerti e coccolarti.
Eleganti case in stile vittoriano, lunghi viali alberati, porticine colorate e giardini segreti… Notting Hill è uno dei posti più belli dove perdersi.
Il nostro albergo, il “Ravna Gora”, era un prezioso gioiellino alle porte di Holland Park, potevamo affacciarci dalla finestra e scorgere la stradina nascosta che conduceva ai cancelli del parco.

“ Holland Park è definito “ il giardino più romantico di Londra “, vi assicuro che non c’è niente di più vero! Attraversati i cancelli ci siamo ritrovati immersi in una magica quiete, circondati da una fitta vegetazione che avvolgeva tutto il parco, come una carezza. Io sono quel tipo di persona che deve avere sempre tutto sotto controllo, ma in quel momento, affascinata dai profumi e dai colori, non ho potuto fare altro che lasciarmi travolgere da quell’atmosfera surreale.”

Così abbiamo iniziato a passeggiare senza meta, facendoci trasportare dalla voglia di scoprire cosa c’era dietro ogni angolo.
Ci siamo seduti sul ponte di pietra che attraversava il laghetto di un piccolo giardino zen, e con le gambe penzoloni abbiamo osservato le carpe per minuti e minuti, mentre piccole cascate e grovigli di Bambù facevano da cornice.
Abbiamo giocato con gli scoiattoli e chiacchierato con i pavoni, che sono i padroni assoluti di Holland Park.
Eravamo solo noi, di Giovedì mattina, lontani da tutto, in un’altra dimensione fatta di coloratissimi giardini, fitti boschetti e scacchiere giganti.

Con Notting Hill come base avevamo Londra a portata di mano, eravamo a due passi da tutto ma lontani dalla folla.
Ad esempio tutti conoscono Portobello Road, teatro di uno dei più importanti mercati al mondo, ma non tutti sanno che anche se il mercato vero e proprio si tiene di Sabato, in realtà è in mezzo alla settimana che si apprezza di più questo particolarissimo quartiere.
Portobello è una strada tanto bella quanto eccentrica, è colorata, viva, piena di negozietti vintage e di casine variopinte, è capace di ammaliarti, tra i profumi delle bakery e gli stravaganti artisti di strada che sbucano quando meno te lo aspetti.
In effetti Londra è piena di cose che spuntano a sorpresa, come le rovine di St.Dunstan in the East.
A metà strada tra la Torre di Londra e e il London Bridge ci siamo imbattuti in una piccola chiesetta gotica, che oggi è diventata la dimora di un incontaminato giardino pubblico.
St. Dunstan è un luogo quasi mistico, dove la natura regna sovrana e si inerpica sui resti di quest’ edicificio distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Ad ogni modo, nonostante gli innumerevoli tesori nascosti e le infinite sorprese che Londra è in grado di regalarti, c’è solo un luogo che mi ha rapito come la prima volta, e come niente fino ad ora.
Quando sono scesa dalla metro di Westminster e il mio sguardo ha incontrato il Big Ben, il mio cuore si è sciolto in un secondo e una lacrima è scesa inevitabilmente.
Ecco che sono tornata bambina, per quell’attimo, e mi è sembrato di vedere Peter Pan che prendeva lo slancio su una lancetta, per volare verso l’isola che non c’è.
Così ho finito per innamorarmi.
Al termine di quei tre giorni ho capito di avere un animo decisamente inglese.
Sono innamorata del gotico, dei giardini curati e di quelli incolti e misteriosi, amo la nebbia e la cannella, adoro l’ottimo gusto che gli inglesi hanno per la grafica e il pessimo gusto che spesso hanno nel vestire, e passerei pomeriggi interi a sorseggiare tazze di tè seduta sul davanzale di una di quelle “ bow window “.